Fra una chitarra classica da 59 euro e una da 299 ci sono due differenze, non una. La prima è la regolazione: altezza delle corde, cave del capotasto e bordi dei tasti vanno sistemati a mano su ogni singolo strumento, e sui kit da marketplace non lo fa nessuno. La seconda è la tavola armonica: sotto i 100 euro è in laminato, mentre gli strumenti da studio veri montano un top in cedro o abete massello, e si sente in volume. Da MUSICIS ogni chitarra passa dal banco del liutaio prima della consegna, e il lavoro è compreso nel prezzo.
Chitarra classica per iniziare: come si riconosce quella che il bambino riuscirà davvero a suonare
A settembre, quando ricominciano le scuole medie a indirizzo musicale, in negozio arriva sempre la stessa domanda: mio figlio inizia chitarra a scuola, quale compro? E subito dopo: online ce n'è una a 59 euro con custodia, accordatore e set di corde di ricambio — perché qui ne costa 299?
È una domanda legittima e merita una risposta tecnica, non commerciale. In oltre 35 anni di attività a Roma dal nostro laboratorio sono passate moltissime chitarre da primo acquisto: quelle che funzionano, quelle che si sistemano in mezz'ora di banco e quelle che hanno fatto smettere un ragazzino dopo il primo trimestre. La differenza, quasi sempre, non è stampata sulla paletta.
Una chitarra esce dalla fabbrica montata, non regolata
A differenza di un violino, che arriva letteralmente da finire, una chitarra classica esce dalla fabbrica già assemblata e in teoria suonabile. Il problema è un altro: la suonabilità si gioca su pochi decimi di millimetro, e quei decimi nessuna fabbrica li controlla pezzo per pezzo. Sono quattro i punti da verificare e, quasi sempre, da correggere a mano su quel singolo strumento.
L'altezza delle corde (l'action). Si misura al dodicesimo tasto, tra la sommità del tasto e la parte inferiore della corda. Su una chitarra classica da studio i valori giusti stanno intorno a 3-3,5 mm sul cantino (MI acuto) e 4-4,5 mm sul bordone (MI basso). Sugli strumenti non regolati se ne trovano abitualmente 5, a volte 6. Sembra poco: è la differenza tra premere una corda e schiacciarla. Un ragazzino di undici anni, con i polpastrelli non ancora induriti, dopo venti minuti smette perché fa male — e il barré, che arriva verso metà del primo anno, resta impossibile.
Le cave del capotasto. Il capotasto è l'ossicino all'inizio del manico, con sei scanalature in cui scorrono le corde. Se le scanalature sono lasciate alte — e di fabbrica lo sono quasi sempre, perché è il difetto meno rischioso per il produttore — premere sui primi tasti costa fatica, ma soprattutto la corda viene tirata verso il basso e la nota sale. Lo strumento è accordato a vuoto e stona sugli accordi in prima posizione. Chi studia da tre mesi non ha l'orecchio per capire di chi sia la colpa: pensa che sia sua.
L'ossicino del ponte. È la strisciolina bianca sotto le corde, all'altra estremità: determina l'altezza nella metà alta del manico e va abbassata mantenendo il fondo piano e in appoggio. Se resta alta, la mano sinistra lavora il doppio; se balla nella sua sede, lo strumento perde volume.
I bordi dei tasti. Il legno del manico si ritira con l'aria secca — d'inverno, col riscaldamento acceso, succede regolarmente — e le estremità dei tasti sporgono ai lati. Sono taglienti e grattano la mano che scorre lungo il manico. Vanno smussati con la lima: dieci minuti di banco che in fabbrica non fa nessuno.
Nella nostra esperienza questa è la causa numero uno di abbandono nel primo anno. Non la mancanza di talento, non la noia. Uno strumento che fa male alle dita e che stona anche quando è accordato convince un bambino, nel giro di poche settimane, di non essere portato.
Cosa cambia davvero tra le fasce di prezzo
Da 59 a 99 euro — il kit da marketplace
Corpo interamente in laminato, di solito tiglio. Tastiera in legno tenero tinto di nero al posto del palissandro: sotto le dita si scava nel giro di un anno e le note iniziano a friggere. Meccaniche con ingranaggi in lega leggera che hanno gioco, quindi la corda in nylon — che di suo ci mette una settimana ad assestarsi — non sta ferma. Action a 5-6 mm e nessuna regolazione, perché a quel prezzo non è previsto che qualcuno apra la scatola.
Il conto vero è questo: portarla da un liutaio per renderla suonabile — capotasto, ossicino, bordi dei tasti, corde nuove — costa da noi circa 100 euro, corde escluse. Sommati ai 59 di partenza si supera il prezzo di una chitarra da studio già pronta e regolata, avendo però in mano legni peggiori.
Da 130 a 250 euro — la fascia della prima chitarra seria
È la fascia su cui lavoriamo abitualmente. I modelli che teniamo sono la Cort AC120CE OP, la Eko Vibra 200 Natural, la José Torres JTC-10 e la Salvador Cortez CC-10. Qui cambiano tre cose concrete. Le tolleranze sono più strette, quindi lo strumento si può regolare: il manico è dritto e l'ossicino ha abbastanza materiale per essere abbassato. La tastiera è in legno duro vero e le meccaniche hanno ingranaggi in metallo. E su alcuni di questi modelli la tavola armonica è già in cedro o abete massello, non laminata.
Va detto con onestà: in questa fascia la marca incide meno di quanto si pensi. Le lavorazioni industriali si somigliano e chi legge ha già confrontato le schede tecniche. Pesa di più chi ci ha messo le mani sopra dopo la fabbrica: una chitarra di questa fascia regolata al banco si suona meglio di una più cara lasciata come è arrivata.
Da 250 a 300 euro — selezione dei legni e rifinitura
Qui il salto non è più nei materiali di base — il top in massello, come detto, si trova già prima — ma nella selezione della tavola, nella rifinitura e nella verniciatura più sottile, che lascia vibrare il legno. Lo strumento risponde diversamente a un tocco leggero e a uno deciso: è dinamica, e sotto i 200 euro non c'è. In negozio questa fascia è la José Torres JTC-20S a 299 euro.
Non serve a chiunque inizi, e non lo diciamo: con una chitarra della fascia intermedia, regolata, si studia benissimo il primo anno. Il vantaggio concreto è un altro: è uno strumento che copre tutti e tre gli anni delle medie senza essere cambiato, mentre una chitarra della fascia bassa, quando il ragazzo prende mano, inizia a stargli stretta. E non obbliga a scendere di fascia se serve una misura ridotta: teniamo la Salvador Cortez CC-10-JR, una 3/4 con diapason da 580 mm, e la Salvador Cortez CC-22-BB in 1/2.
Prima del modello viene la misura
È l'errore più frequente di chi compra online: prendere una 4/4 perché «poi ci cresce». Non funziona. Su una chitarra troppo grande il braccio destro non scavalca la fascia senza alzare la spalla, e la mano sinistra si allunga oltre le proprie possibilità per coprire quattro tasti in prima posizione. Sono posture che si fissano in pochi mesi.
La misura si sceglie sull'altezza del bambino, non sull'anno di nascita. Il riferimento tecnico è il diapason, cioè la lunghezza della corda vibrante dal capotasto al ponte:
| Misura | Diapason indicativo | Altezza del bambino | Età orientativa |
|---|---|---|---|
| 1/4 | circa 48-49 cm | fino a 110 cm | 4-6 anni |
| 1/2 | circa 53-56 cm | 110-125 cm | 6-8 anni |
| 3/4 | circa 58-61 cm | 125-140 cm | 8-11 anni |
| 7/8 | circa 63 cm | 140-155 cm | 11-13 anni |
| 4/4 | 65 cm | oltre 150-155 cm | da 12-13 anni |
La corporatura conta più dell'anagrafe, e per la prima media la 3/4 è in pratica la misura più richiesta. Un dettaglio che sfugge: una classica 4/4 ha il capotasto largo circa 52 mm, più di una chitarra con corde in acciaio, e per una mano piccola quella larghezza pesa quanto la lunghezza del manico. In negozio la prova richiede cinque minuti.
Il consiglio che diamo sempre: sentite il maestro
Molti insegnanti delle scuole a indirizzo musicale indicano la misura e a volte anche il modello, e diversi rifiutano in aula strumenti non regolati, proprio perché rallentano tutta la classe. Una telefonata prima dell'acquisto evita di ritrovarsi con una chitarra che va cambiata a ottobre.
Come lavoriamo noi sulle chitarre classiche da studio
Ogni chitarra che vendiamo passa dal banco del nostro liutaio prima della consegna: controllo della curvatura del manico, limatura delle cave del capotasto, abbassamento dell'ossicino fino ai valori di action corretti, smussatura dei bordi dei tasti, montaggio corde, accordatura e verifica dell'intonazione al dodicesimo tasto.
Il lavoro è compreso nel prezzo di vendita, non è un extra. È la ragione per cui una nostra chitarra da studio non è confrontabile con una a 59 euro: non state comprando lo stesso oggetto.
E se dopo qualche mese le corde si alzano o i tasti iniziano a sporgere — con gli sbalzi di umidità capita — lo strumento torna in laboratorio da noi.
?? Vedi le chitarre classiche da studio disponibili
Se invece lo strumento assegnato è il violino, ne abbiamo parlato qui: quale violino comprare per iniziare.
In sintesi
- Sotto i 200 euro la differenza la fa la regolazione, non il marchio.
- Action, capotasto, ossicino e bordi dei tasti sono lavoro di banco: se nessuno li ha fatti, non sono stati fatti.
- Una chitarra con le corde troppo alte fa male alle dita e stona anche se è accordata.
- La misura giusta viene prima del modello: per la prima media di solito è una 3/4.
- Una chitarra della fascia intermedia già regolata costa meno di una da 59 euro più il liutaio; la JTC-20S a 299 copre tutte e tre le medie senza essere cambiata.
Domande frequenti
Una chitarra classica da 59 euro può andare bene per iniziare?
Come oggetto regge, ma quasi mai è suonabile così com'è: l'altezza delle corde è di 5-6 mm invece dei 3-4,5 mm corretti e le cave del capotasto non sono limate. Va portata da un liutaio per la regolazione: da noi costa circa 100 euro, corde escluse, e sommati ai 59 di partenza si supera il prezzo di uno strumento già pronto, partendo però da materiali inferiori.
Che differenza c'è tra una chitarra classica da 59 euro e una da 299?
Le differenze sono due. La costruzione: a 59 euro il corpo è tutto laminato, la tastiera in legno tinto e le meccaniche hanno gioco, mentre uno strumento da studio vero monta un top in cedro o abete massello e ha tolleranze che permettono di regolarlo. E la regolazione stessa: sotto i 200 euro è quella, più del marchio, a decidere se la chitarra è suonabile.
Che misura di chitarra classica serve a un bambino di 9 anni?
Di norma una 3/4, con diapason intorno ai 58-61 cm, ma dipende dall'altezza più che dall'età: la 3/4 è indicata fra i 125 e i 140 cm circa. Sotto i 125 cm si va su una 1/2. Meglio farla provare di persona, controllando che il braccio destro appoggi sulla fascia senza alzare la spalla.
Per iniziare a scuola è meglio la chitarra classica o l'acustica?
Per il primo anno la classica, salvo diversa indicazione del maestro. Le corde in nylon sono molto meno dure sui polpastrelli di quelle in acciaio, il manico più largo aiuta a impostare le dita senza toccare le corde vicine, e il repertorio didattico delle scuole medie è scritto per la classica.
Il setup del liutaio è compreso nel prezzo da MUSICIS?
Sì. Tutte le chitarre che vendiamo vengono regolate dal nostro liutaio in negozio prima della consegna: capotasto, ossicino, altezza corde, bordi dei tasti, montaggio corde e accordatura. Non è un servizio aggiuntivo a pagamento, ed è compreso anche sui modelli selezionati sotto i 100 euro.
Quanto costa far regolare una chitarra comprata online?
Nel nostro laboratorio la regolazione completa di una chitarra classica da studio costa intorno ai 100 euro, corde escluse: limatura del capotasto, abbassamento dell'ossicino, controllo del manico, smussatura dei bordi dei tasti e accordatura. Su strumenti molto economici verifichiamo prima se ci sono i margini per farlo.
Francesco la Scala — liutaio, 40 anni di esperienza
Laboratorio di liuteria MUSICIS · Via Acquedotto del Peschiera 190G, Roma · tel. 0640044794
Pubblicato il 3 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2026


